Il Posidonieto
La Posidonia oceanica – diversamente da quanto può suggerire il suo nome – è endemica del bacino del Mediterraneo. Non è un´alga marina, ma una pianta, costituita da fogie nastriformi di colore verde intenso, raggruppate in fasci, disposte a forma di ventaglio, fusti, fiori e rizomi. Grazie alla fotosintesi la Posidonia produce una grande quantità di materia organica, fonte di cibo per numerosi organismi, costituendo il punto di partenza per una complessa rete trofica.
Il posidonieto riveste un ruolo ecologico fondamentale rispetto al sistema costiero. Le praterie di Posidonia si trovano sui fondali – fino a 30-40 metri di profondità – e costituiscono un´area di rifugio per tantissime specie marine, dando vita a una complessa rete alimentare. Le piante di Posidonia svolgono un ruolo fondamentale di contenimento e protezione delle coste dall´erosione provocata dal moto ondoso: esse smorzano la forza delle onde e, con le foglie cadute che, trasportate dal mare, si accumulano sul bagnasciuga in inverno, contrastano l´assottigliamento del litorale con la creazione di una barriera naturale. In questo modo diventano un nuovo ecosistema che ospita organismi che si nutrono delle forme di vita che abitavano la Posidonia viva.
Il posidonieto è un habitat prioritario che rischia di scomparire dal territorio dell´UE. I principali fattori che determinano il degrado delle praterie, oltre alla fragilità intrinseca di questo tipo di vegetazione, sono gli scarichi in mare, l´aumento del carico dei sedimenti, il fenomeno della pesca a strascico e la posa di ancore.
La Spiaggia
La spiaggia è un elemento del paesaggio che si genera per l´azione congiunta del mare, della terraferma e dell´atmosfera.
Il sistema spiaggia-duna non si può considerare statico, ma dinamico: l´aspetto di una spiaggia può cambiare in una stessa giornata, ancor di più nel corso delle stagioni. Le dune, quasi come organismi, nascono, crescono, si consolidano, fino a diventare dune fossili, con un´età che arriva a centinaia di migliaia di anni.
Ma quando l´intervento dell´uomo modifica questo equilibrio il sistema spiaggia-duna può essere irrimediabilmente compromesso. La sabbia che forma la spiaggia viene dal mare: da frammenti dei gusci degli organismi marini e da ciò che i corsi d´acqua trascinano normalmente in mare. Se si ostacolano questi meccanismi di deposizione, si finisce con l´impoverire le spiagge.
Vegetazione psammofila
E´ una vegetazione pioniera che possiede meccanismi fisiologici che consentono di vivere in ambienti sabbiosi e ad elevata concentrazione salina quali appunto le spiagge. Le psammofite sono dotate di radici molto sviluppate, capaci di penetrare in profondità, o di fusti sotterranei striscianti (rizomi) che le ancorano saldamente alla sabbia.
Esse sono in grado, qualora il vento le ricopra di sabbia, di emettere in breve tempo nuovi getti che riemergono vigorosi in superficie. Andando dalla spiaggia verso la duna incontriamo le seguenti associazioni vegetali: cakileto, agropyreto e ammophileto.
Il sistema spiaggia-duna non si può considerare dunque statico, ma dinamico, e per questo estremamente sensibile alla presenza dell´uomo. Quando l´intervento umano interferisce in questo meccanismo, ne modifica irrimediabilmente l´equilibrio. Attività quali la costruzione di edifici, la pulizia delle spiagge con mezzi meccanici o il transito eccessivo su di esse impoveriscono le spiagge del loro materiale costitutivo e ne minacciano la stessa esistenza. La rimozione delle foglie morte di Posidonia che si accumulano lungo il litorale, in particolare, provoca danni irreversibili: l´azione del mare viene agevolata, il profilo della costa si abbassa, la spiaggia viene erosa.
Se scompare la spiaggia, la duna – che rappresenta il punto in cui la sabbia si accumula e ha l´essenziale funzione di smorzare l´energia del vento – viene smantellata dal moto ondoso che non trova più alcun ostacolo al suo passaggio, e l´intero sistema crolla.
Ammophileto
Alle spalle dell´agropyreto, sulle dune più alte ma ancora mobili, crescono le piante che formano l´ammophileto, costituito da specie erbacee perenni con prevalenza di Sparto pungente: i cespugli fitti di questa robusta graminacea frenano efficacemente il movimento della sabbia; esso è coadiuvato nella sua azione consolidante anche dalle altre specie caratteristiche dell´associazione. La presenza di questo tipo di vegetazione indica che si tratta di dune di formazione recente e che le sabbie sono più consolidate rispetto a quelle caratterizzate dall´agropyreto.
Tra le specie significative dell´ammophileto, il Giglio di mare, pianta erbacea con fiori bianchi, grandi e profumati, che sbocciano in luglio e agosto, e il Villucchio delle spiagge, caratterizzato da un lungo rizoma stolonifero immerso in profondità alla ricerca di tracce di umidità, e rari fiori effimeri (durano un solo giorno) e appariscenti, che è possibile ammirare nel periodo maggio-luglio.
Le Dune a Ginepro
I due fattori principali che contribuiscono alla formazione delle dune sono l´azione eolica e la vegetazione psammofita: la prima determina l´accumulo della sabbia; la seconda con le proprie radici ne consente il consolidamento. Al termine del ciclo evolutivo di questi cumuli di sabbia ci sono le dune fossili, risultato di fenomeni già completamente conclusi nel tempo. Esse hanno un´età di centinaia di migliaia di anni e sono per questo importanti per comprendere lo sviluppo dell´ecosistema. Dalla spiaggia alla duna, diversi sono gli habitat che coesistono.
Nella parte della spiaggia meno raggiunta dal moto ondoso, dove riescono a depositarsi i residui organici, si sviluppa il cakileto, la comunità vegetale che costituisce il primo “avamposto” dell´ecosistema costiero. Le specie vegetali che lo caratterizzano ostacolano, infatti, la mobilità della sabbia grazie ad ampi apparati radicali. Questo habitat è fortemente minacciato dall´eccessiva antropizzazione delle spiagge: la creazione di varchi per l´accesso al mare, i parcheggi che insistono sulle dune, la pulizia meccanica delle spiagge ne rendono difficile l´insediamento.
Andando verso l´interno si osservano gli stadi embrionali della duna, che comincia a formarsi grazie alla presenza della vegetazione che compone l´agropyreto, le cui specie concorrono al consolidamento dei cumuli di sabbia. La Gramigna delle spiagge – la specie guida di questa comunità – con i suoi rizomi striscianti imbriglia e trattiene le sabbie sciolte, svolgendo quindi una funzione edificatrice.
In alcuni limitati tratti del retroduna, su sabbie parzialmente incoerenti e in lieve pendenza, si ritrovano piccoli prati a vegetazione annua dominati dalla Piantaggine biancastra – un´altra delle specie che concorrono al consolidamento delle sabbie litoranee – che prepara il suolo alla colonizzazione delle specie della gariga. Benché goda di buone condizioni vegetazionali, questo habitat risente, come il resto della vegetazione che caratterizza le linee di deposito marino, della minaccia dei varchi aperti per l´accesso al mare dei bagnanti e, data la sua intrinseca fragilità, risulta inopportuno l´uso di tali prati come area di sosta e di transito e dannoso qualsiasi movimento di sabbia. La duna con vegetazione a macchia di sclerofilla si alterna alla vegetazione dunale a ginepri (la macchia a ginepro è caratterizzata da due specie, il Ginepro oxicedro e il Ginepro fenicio), con prevalenza di Ilatro comune, Lentisco e Salsapariglia nostrana (conosciuta come “Stracciabraghe”), seguite, verso l´interno, dalla macchia a lentisco e mirto. Accanto al ginepro crescono altre specie della macchia mediterranea, quali il Leccio e il Tè siciliano.
Stagni Retrodunali
Nelle aree retrodunali sono presenti stagni e bacini di antichi impianti di acquacoltura risalenti al XIII secolo, dove sono ancora allevati anguille e cefali con metodi tradizionali e biologici. La presenza di suoli con diverso regime di salinità, le acque dolci che provengono dalle sorgenti e l´influsso del mare determinano la presenza in queste zone di vegetazione aloigrofila, cioè composta da pinate alofite e igrofite. Le alofite sono piante che crescono su terreni ricchi di sali di sodio (quali le spiagge marittime), ambienti che, seppure contengano acqua, offrono alla pianta risorse pari a quelle di un suolo arido. Le igrofite al contrario si trovano su suoli che presentano una grande quantità di acqua e in ambienti molto umidi. In prossimità delle acque dolci si localizza il canneto; in prossimità dei bacini con minore ristagno idrico prevale il Falasco bianco. Sui terreni salmastri è diffuso, invece, lo Sparto delle dune.
A causa della salinità spesso elevata dell´acqua degli stagni prossimi al mare, la zona è poco accogliente per gli anfibi, le cui uova e le larve sono spesso preda dei pesci. Nei pressi delle pozze temporanee che si formano a seguito delle piogge invernali e primaverili – dove depone le uova – si può incontrare il Rospo smeraldino. La Rana verde è invece presente negli stagni che occupano la foce delle lame (Lamacornola, Lama Rosa Marina).
D´estate il canneto ospita esemplari di Cannaiola comune, Folaghe (che scelgono questo habitat per costruire il proprio nido), Tuffetti e Gallinelle d´acqua. Da luglio fino a tutto l´inverno si può osservare il Martin pescatore che, con abile precisione, ghermisce i pesci che abbondano negli specchi d´acqua. Il canneto che cresce lungo le sponde degli stagni retrodunali e del Fiume Morelli costituisce un ottimo rifugio per Aironi cenerini, Garzette, Aironi rossi e Tarabusini. Ai margini degli specchi d´acqua non è difficile osservare le Sgarze ciuffetto, mentre fra le specie che cercano il cibo lungo le rive melmose di raccolta d´acqua dolce o salata (uccelli limicoli) si possono osservare Cavalieri d´Italia, Pettegole (così chiamate per l´abitudine di allarmare, in caso di pericolo, gli altri uccelli in sosta nella zona umida), Pantane, Albastrelli, Gambecchi e Piovanelli.
In inverno sono soprattutto le anatre ad animare i laghetti del Parco: con i loro variopinti piumaggi nuotano nelle acque placide il Fischione, il Codone, la piccola Alzavola e il colorato Mestolone, che deve il suo nome al singolare becco a mestolo utile a raccogliere le piante acquatiche di cui si nutre.
L´inizio della primavera è segnato dal passaggio delle Gru, che, già dalla fine di febbraio, sorvolano il Parco in formazioni a “V”.
La Steppa Salata Mediterranea
In suoli ad alta salinità – molto aridi soprattutto nel periodo estivo – prospera la steppa salata mediterranea, ambiente estremo condizionato dalla presenza di acqua marina, dove proliferano organismi al limite delle possibilità biologiche, che riescono a sopportare grandi variazioni del bilancio idrico dell´intero ecosistema. All´interno del Parco le steppe salate mediterranee si incontrano principalmente intorno ai fiumicelli retrodunali – favorite dal ristagno idrico – e si presentano con due tipologie: il salicornieto e il giuncheto.
Il salicornieto cresce nei fanghi salati che si formano in inverno su depositi di sedimenti invasi dall´acqua di mare, che d´estate, prosciugandosi, lascia affiorare croste saline. È caratterizzato da una vegetazione a prevalenza di Salicornia glauca.
Il giuncheto è frequente, invece, su suoli a minor ristagno idrico, dove dominano il Giunco nero comune e la Piantaggine crassulenta; altre specie interessanti che si riscontrano in questo habitat sono il Limonio comune e il Limonio virgato.
Le Dune Fossili e la Pseudosteppa
In suoli ad alta salinità – molto aridi soprattutto nel periodo estivo – prospera la steppa salata mediterranea, ambiente estremo condizionato dalla presenza di acqua marina, dove proliferano organismi al limite delle possibilità biologiche, che riescono a sopportare grandi variazioni del bilancio idrico dell´intero ecosistema. All´interno del Parco le steppe salate mediterranee si incontrano principalmente intorno ai fiumicelli retrodunali – favorite dal ristagno idrico – e si presentano con due tipologie: il salicornieto e il giuncheto.
Il salicornieto cresce nei fanghi salati che si formano in inverno su depositi di sedimenti invasi dall´acqua di mare, che d´estate, prosciugandosi, lascia affiorare croste saline. È caratterizzato da una vegetazione a prevalenza di Salicornia glauca.
Il giuncheto è frequente, invece, su suoli a minor ristagno idrico, dove dominano il Giunco nero comune e la Piantaggine crassulenta; altre specie interessanti che si riscontrano in questo habitat sono il Limonio comune e il Limonio virgato.
Uliveti
A tutela del paesaggio degli uliveti secolari e del suo olio nelle masserie del Parco si produce olio extravergine biologico recante sull’etichetta la menzione speciale “da oliveti secolari di Puglia” ai sensi dell’art. 7 della L. R. n.14 del 2007, norma che prevede una serie di misure a tutela degli ulivi monumentali. Tale menzione mira alla tutela del paesaggio agrario degli olivi secolari attraverso la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva ottenuto dalle piante monumentali. Attorno a questa idea è sorta una Comunità di olivicoltori i quali hanno condiviso i principi della tutela del paesaggio agrario, della biodiversità, dell’agricoltura biologica e della legalità. Questo progetto di promozione dell’olio degli ulivi secolari vede la collaborazione, al fianco degli olivicoltori, dell’azienda agricola dell’Istituto Agrario Pantanelli di Ostuni, della cooperativa Libera Terra Puglia, di Slow Food ed della cooperativa di produttori biologici di Alce Nero.
Anche altri progetti hanno messo insieme una pluralità di attori operanti a vario titolo nelle aree rurali degli oliveti millenari, per valorizzare il sistema delle risorse ambientali, culturali e produttive del territorio es: Strada dell’Olio DOP Collina di Brindisi, Strada del Parco Agrario degli Olivi Secolari, Bioitinerario della Via Traiana, Comunità degli oliveti monumentali di Puglia.
Direttiva Uccelli e Direttiva Habitat
La Direttiva 2009/147/CEE del 30 novembre 2009 (nota come Direttiva “Uccelli”) riguarda la conservazione degli uccelli selvatici.
La Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992 (Direttiva “Habitat”) contiene le norme relative alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna selvatica.

























































































